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Il golpe PDF Stampa E-mail
MANAGUA - Tensione a Tegucigalpa, capitale dell'Honduras, all'indomani del golpe militare. La polizia ha sparato gas lacrimogeni contro alcune decine di manifestanti scesi in piazza per contestare i militari che domenica hanno deposto il presidente Manuel Zelaya. I manifestanti si erano radunati nei pressi del palazzo presidenziale, presidiato in forze dai soldati, lanciando sassi contro i militari. Nel Paese intanto è in vigore il coprifuoco deciso da Micheletti, il successore di Zelaya eletto dal Parlamento per alzata di mano e tutti i media favorevoli al presidente deposto restano chiusi (sono state messe a tacere anche la Cnn e Telesur). Nulla dunque viene riferito alla popolazione dell'unanime condanna internazionale del colpo di Stato. Televisioni e radio favorevoli ai golpisti hanno invece invitato la popolazione «a ritornare alla normalità» perchè ora è in vigore «l'ordine istituzionale».

«PER GLI USA IL PRESIDENTE RESTA ZELAYA» - Dagli Stati Uniti nel frattempo il presidente americano Barack Obama ha ribadito che per l'America il presidente dell'Honduras resta Manuel Zelaya. Quanto avvenuto domenica secondo l'inquilino della Casa Bianca «non è legale» e se il colpo di Stato in Honduras venisse accettato sarebbe «un terribile precedente». «La nostra priorità immediata è di ripristinare totalmente l'ordine democratico e costituzionale nel Paese», ha dichiarato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, al suo primo incontro con i giornalisti dal 17 giugno scorso, quando si ruppe un gomito in seguito a una caduta.

L'ALBA: «VIA I NOSTRI AMBASCIATORI» - Zelaya intanto è in Nicaragua, dove ha partecipato a un vertice con i presidente dei Paesi dell'Alleanza bolivariana delle Americhe. Al termine del quale, i paesi membri dell'Alba hanno annunciato che ritireranno i loro ambasciatori dall'Hounduras. L'Alleanza bolivariana delle Americhe, organismo promosso tempo fa dal presidente Hugo Chavez e di cui fanno parte nove Paesi, ha inoltre annunciato che non riconoscerà il nuovo governo instauratosi nello stato centroamericano dopo il golpe.

ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU - Il segretario generale delle Nazioni unite, Ban Ki-moon, ha chiesto in mattinata che Manuel Zelaya sia ristabilito nelle sue funzioni e che i diritti dell'uomo siano totalmente rispettati. L'Assemblea generale delle Nazioni unite si riunirà per esaminare la situazione politica nel Paese centroamericano. Il presidente deposto Zelaya è atteso proprio martedì a all'Assemblea Generale dell'Onu, dove prenderà la parola.

«NESSUNA SALVEZZA PER GOLPISTI» - I golpisti dell'Honduras, «che neanche respirano senza l'appoggio degli Stati Uniti, non avranno alcuna salvezza dopo il colpo di Stato nel quale ci sono stati avvenimenti nettamente fascisti» ha detto l'ex presidente cubano Fidel Castro in un articolo pubblicato su internet.

Corriere della Sera